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Siamo orgogliosi di questa lusinghiera lettera che ci è pervenuta in redazione e che molto volentieri pubblichiamo. Mi ha sempre gratificato l'essere incluso tra i nominativi della mailing-list parrocchiale, ma molto di più tengo a partecipare alla comunità che, con il trascorrere del tempo, il piacere si rinnova perché, e non fatico a riconoscerlo, la pubblicazione del bollettino (Informatore Parrocchiale n.d.r.) mi pare essersi avviata verso un encomiabile livello editoriale riconducibile, nell'ordine a contenuti e forma. Questo per svariati motivi e, poiché pungolato intellettualmente a valutarne le ragioni, desidero darne contezza per mezzo di una brevissima e concisa analisi. Dico che mi piace perché colgo, finalmente, uno spirito comunitario nuovo. Non pretendo che sparisca d'incanto il campanile e una certa, atavica vocazione a mantenere in vita faville da baruffe chiozzotte di goldoniana memoria. E me ne accorgo, grazie a Dio, da quello che, per esempio, scrive Elisa e con la quale mi complimento per la dimensione universale delle sue considerazioni. Solo fino a qualche anno addietro la semplice e spontanea introspezione con la quale lei approccia una grande problematica (la società delle incomprensioni) l'avrebbe resa catalogabile e quindi relegabile tra i tanti che parlano a vanvera: i saccenti da cui guardarsi. Non so chi sia l'Elisa che scrive. Potrebbe anche essere persona che io conosco. Poco conta, comunque la immagino giovane e valida esponente di una generazione evoluta, capace anche di riscattare i limiti culturali di chi li ha preceduti, orgogliosa di guardare avanti, consapevole di ciò che la circonda e per questo in grado di contribuire a migliorare la comunità nella quale vive e con la quale si raffronta favorendo lo sdoganamento dagli affetti di una spiccata e non più giustificabile provincialità. Questa considerazione vale anche per Cristiano e per il suo appello di carattere ambientale (ingenuo vero?). Ingenuo certo, ma io lo considero coraggioso. Un pò di coscienza verde non guasta in quel bassa che ancora culla e fa rivivere i miei ricordi di bambino e di adolescente: a piedi scalzi per i campi, nudo a bagnarmi nel canale di irrigazione piuttosto che nel Tagliamento o nel canale presso le idrovore, o in laguna; molto di rado al mare a quel tempo. Già al mare. Ma vuoi mettere quando c'erano le dune! Se mi fermassi qui farei torto a quanti contribuiscono meritoriamente al buon esito della pubblicazione. Il mio apprezzamento è sinceramente a tutti quanti garantiscono, l'ho scritto in premessa, il mantenimento di contenuti e forma. Così ringrazio pure Claudio per l'invito all'interazione garbatamente rivolto a tutte le comunità affinché possano riconoscersi in una unica entità parrocchiale indipendentemente dalla distribuzione logistica dei luoghi di culto che sono e restano patrimonio collettivo. Perciò grazie redazione, volutamente in coda, grazie don Elio, grazie diacono Armando, grazie catechiste, grazie associazioni: ultimi proprio perché al servizio della comunità tutta dei sudditi di quel Re dei Re al cui cospetto anche io, umile servo, mi inchino.
Con affetto Dr. Antonio Novellino, ma per Voi tutti sempre e solo Toni Potenza. |